La storia
Le iniziative di solidarietà a favore delle popolazioni dellaex-Jugoslavia iniziarono subito dopo lo scoppio della guerra tra la Repubblica Croata e quel che restava della Federazione Jugoslava. Dalla Valtellina e dalla Valchiavenna partirono tir e furgoni carichi di beni di prima necessità. A Vocin i combattimenti furono particolarmente cruenti e il bilancio fu pesantissimo. I paramilitari serbi durante l’occupazione del 1991 della regione chiamata Slavonia distrussero buona
parte delle case, la chiesa e seminarono mine nei boschi e nei campi.
Nel tristemente noto “massacro di Vocin” del novembre del 1991 morirono quaranta croati, vittime della pulizia etnica. Pochi mesi più tardi, dal Kossovo arrivarono alcuni pullman con profughi cattolici - quindi
croati - diretti verso le case distrutte e abbandonate dai serbi. Alcuni volontari della Caritas valtellinese raggiunsero Vocin e organizzarono gli aiuti inviando in quel paese cibo, vestiti, coperte e
numerosi altri beni. Successivamente decine di ragazzi di Vocin furono ospitati nel periodo estivo in Valchiavenna e Valmalenco. Le iniziative proseguirono con il coinvolgimento di decine di volontari provenienti da numerosi paesi della provincia, legati alle parrocchie e alle organizzazioni sindacali, ma anche da tanti cittadini che scelsero di impegnarsi autonomamente. L’attività dei volontari valchiavennaschi impegnati al fianco degli abitanti di Vocin è stata caratterizzata da uno sviluppo nel 2001 con la costituzione del gruppo informale “Amici di Vocin” guidato dal vicario della parrocchia di san Fedele don Mario Bagiolo. Tra le iniziative principali dal 2000 al 2005 c’è stato il torneo di calcio a cinque “memorial Paolo Quareghi”, una manifestazione che ogni anno ha coinvolto più di venti squadre. Nell’estate del 2002 si è svolta la prima edizione del Grest - l’oratorio estivo basato su giochi a squadre, canti e balli - a Vocin.