NELLE SCUOLE LA “MEMORIA SCONFINANTE”
Parlare di memoria per non dimenticare le tragedie del passato e promuovere una cultura di pace insieme ai giovani della valle. Con questo obiettivo l’associazione Amici di Vocin Valchiavenna Onlus ha iniziato nei giorni scorsi – proprio dopo la ricorrenza del Giorno della memoria e del Giorno del ricordo – un percorso che porterà i volontari del gruppo guidato da Mauro Del Grosso in venti classi delle scuole medie di Chiavenna – alla Bertacchi e alla Garibaldi -, Campodolcino e Gordona. Lo staff dell’associazione è composto da esperti di formazione con una profonda conoscenza delle tematiche legate alla storia del Novecento e alla ex-Jugoslavia, a cominciare dalla guerra e dall’elaborazione del conflitto balcanico.
Il percorso è incentrato su diversi moduli. Un’attenzione particolare è stata dedicata al confronto fra la Shoah, la strage di Srebrenica e l’assedio di Sarajevo. Per parlare della città della Bosnia orientale si utilizzano dei documentari prodotti dall’Osservatorio sui Balcani e si punta sulla collaborazione con i formatori della Filca-Cisl di Bergamo e dell’Associazione Macondo, oltre che con la Cooperativa Nisida. Quando si discute di Shoah e Sarajevo, gli studenti analizzano brani dei diari di Anna Frank e Zlata Filipovic (Il diario di Zlata), una bimba cresciuta sotto l’assedio. «Il legame fra le due tragedie è evidente – spiega il presidente dell’associazione, Mauro Del Grosso -. Le distruzioni e le atrocità della Seconda Guerra Mondiale sembravano aver segnato un limite invalicabile oltre il quale sarebbe stato impossibile ripetersi. I fatti avvenuti circa cinquant’anni dopo con la disgregazione della Jugoslavia e la successiva guerra hanno vanificato quel limite. Si sono riproposti in Europa orrori che si credevano confinati al passato. In particolare, il genocidio avvenuto a Srebrenica nel luglio del 1995 ha riportato alla mente fantasmi che si credevano sepolti per sempre. Intorno al 9 luglio l’armata serbo bosniaca del generale Ratko Mladic’ attacca la Zona protetta di Srebrenica. L’offensiva si protrae fino all’11 luglio, giorno in cui le unità serbo bosniache entrano in città. Seguono stupri, mutilazioni, esecuzioni di civili (i musulmani uccisi sono stati circa 10.000) e sepolture di vivi. L’assedio di Sarajevo è durato mille giorni, negli anni ‘90 e nel cuore dell’Europa. Crediamo doveroso fare conoscere queste vicende ai nostri ragazzi». [singlepic=1,240,160,,right]
Un altro modulo è incentrato sulla storia della comunità di Vocin e sull’attività dei volontari valchiavennaschi, con la proiezione del breve reportage “Ciao talijani!” realizzato dal volontario Davide Pesca, giovane regista di Delebio. Secondo Del Grosso il bilancio dell’attività è positivo. «Siamo contenti dell’attenzione raccolta nelle scuole. Le vicende della ex-Jugoslavia sono vicine geograficamente e risalgono a pochi anni fa, ma sono purtroppo sconosciute. Dall’analisi di queste storie si possono ricavare insegnamenti preziosi per la nostra società, ad esempio sul piano della convivenza fra persone con origini e culture differenti».
Diamo un’occhiata a…