RELAZIONI CON I BALCANI NEL CONVEGNO DELL’OSSERVATORIO

Si terrà il 13 e 14 novembre nella Sala di Rappresentanza del Palazzo della Regione in Piazza Dante 16 a Trento.

Convegno annuale internazionale di Osservatorio Balcani e Caucaso. A vent’anni dalla caduta del Muro di Berlino


IL LUNGO ‘89
BALCANI E CAUCASO TRA ASPETTATIVE E DISINCANTO DOPO LA CADUTA DEL MURO DI BERLINO

Sono trascorsi vent’anni dalla caduta del Muro di Berlino, evento che ha portato alla fine della divisione in Europa, rappresentato la promessa di una pace duratura nel continente e rilanciato il processo di allargamento dell’Unione europea.

Il convegno «Il lungo ‘89» è dedicato alla riflessione sulle transizioni post-comuniste nei Balcani e nel Caucaso, sulle aspettative sorte con la fine della Guerra fredda, sulle delusioni maturate in seguito, sui processi di cambiamento ancora in atto e sulle possibilità di rilancio di un comune progetto politico europeo.

La prima giornata di lavori sarà dedicata alla riflessione sulle lunghe transizioni nelle due regioni, le frammentazioni nazionali, il ritorno della guerra in Europa e il processo di integrazione europea. Il secondo giorno approfondirà le relazioni di cooperazione e solidarietà che legano comunità e territori prima divisi dalla cortina di ferro.

La seconda giornata di convegno, a cura dell’associazione Tavolo Trentino con il Kossovo, tenterà di esplorare le caratteristiche di queste relazioni. Quanto riescono a superare l’asimmetria donatore-beneficiario, per farsi relazioni paritaria? Che cosa hanno depositato nell’immaginario collettivo delle comunità coinvolte, e come si sono intrecciati con i fenomeni di immigrazione economica e con le reazioni controverse nelle società ospitanti?

TORNA IL PROGETTO “ADOZIONI A DISTANZA”

Con l’inizio del nuovo anno scolastico, torna l’iniziativa “Adozioni a distanza” promossa dall’associazione “Amici di Vocin Valchiavenna Onlus”, impegnata da circa un decennio a sostegno del piccolo paese croato distrutto durante la guerra in ex Jugoslavia. “Molte cose sono cambiate - spiega il presidente Mauro Del Grosso - e la situazione a Vocin è notevolmente migliorata nel corso degli anni, anche grazie all’aiuto delle famiglie valchiavennasche. Il progetto delle adozioni, che aiuta le famiglie di Vocin a pagare una parte della retta dell’asilo multietnico, voluto proprio per permettere a bambini di varie etnie e religioni di giocare e crescere insieme, è sempre stato e resta tuttora una delle nostre priorità”. Chi fosse interessato può contattare la responsabile del progetto al 339/7700969 (Simona) o mandare un’e mail a amicidivocin@libero.it ; la quota da versare è di 30 € mensili per 11 mesi. “Abbiamo deciso - prosegue Del Grosso - di mantenere la stessa quota degli anni scorsi anche se le rette sono aumentate; la differenza sarà coperta direttamente dall’associazione. Ringrazio anche a nome della comunità di Vocin tutti coloro che non ci hanno fatto mai mancare il loro aiuto e coloro che decideranno di sostenerci anche in futuro”. Per eventuali versamenti o donazioni si può utilizzare il conto corrente intestato all’associazione attivo presso la filiale di Chiavenna del Credito Valtellinese (cod. Iban: IT93A0521652110000000003098).

“NON AVER PAURA”, IL PENSIERO DEGLI AMICI DI VOCIN

Sabato 16 maggio a Sondrio c’è stata la tappa valtellinese della “Campagna contro il razzismo, l’indifferenza e la paura dell’altro”… Anche alcuni volontari degli Amici di Vocin hanno partecipato all’iniziativa. Una bella giornata di ritrovo tra immigrati di diverse etnie, rappresentanti di associazioni e singoli. Assieme per promuovere la diversità culturale.

Una bella giornata di condivisione, certo non sufficiente, ma un bell’inizio che deve durare nel tempo per educare, incoraggiare lo spirito critico e la resistenza di fronte all’ingiustizia.

Una bella giornata che si deve moltiplicare con eventi locali al servizio della lotta contro ogni forma di discriminazione, coinvolgendo bambini e giovani, e insegnando loro che siamo tutti diversi ma uguali, dalla teoria alla pratica.

Una bella giornata che deve essere la premessa a molte altre per fare crescere l,’esperienza interculturale non solo con parole o vane dichiarazioni di principi, ma con un’educazione di qualità al quotidiano, spiegando, ogni volta che è necessario, il reale senso e l’impatto dei termini o delle azioni che spesso sembrano innocui, ma che sono reali rivelatori di pregiudizi incoscienti.

Una bella giornata tutti insieme per ricordare che la vera lotta contro il razzismo deve essere un impegno di tutti e di tutti i giorni e che solo in questo modo si potrà pensare a l’ideale di una società, nella quale ognuno di noi ha il suo posto e viene riconosciuto per quello che è.

Caro fratello bianco,

Quando sono nato, ero nero,
Quando sono cresciuto, ero nero,
Quando sono al sole, sono nero,
Quando mi ammalo, sono nero,
Quando morirò, sarò nero.

Mentre tu, uomo bianco,
Quando sei nato, eri rosa,
Quando sei cresciuto, eri bianco,
Quando vai al sole, sei rosso,
Quando hai paura, sei verde,
Quando hai freddo, sei viola,
Quando ti ammali, sei giallo,
Quando morirai, sarai grigio.

Allora di noi due,
Qual è l’uomo di colore?

Léopold Sédar Shenghor

a cura di Corinne

CHIAVENNA, ELEZIONI AMMINISTRATIVE 2009: AMICI DI VOCIN, ESPERIENZE E VALORI IN COMUNE

Le parole giuste non le ricordo, ma suonava più o meno così: “ad asfaltare strade e a metter lampioni, son buoni anche i fascisti”. E’  spiegata da questa frase di don Milani, (forse non troppo fedele nella forma, ma il senso c’è tutto…), la soddisfazione che accompagna la lettura dei nomi delle due liste in corsa per le elezioni comunali di Chiavenna. L’idea di eleggere un sindaco e una dozzina di consiglieri impegnati solo nella scelta tra porfido o asfalto per le vie del centro, insomma, non ci avrebbe entusiasmato. Ci piace, invece, quella di scegliere uomini e donne pronti a costruire una comunità solidale, attenta all’ambiente e lontana dalle logiche della finanza e degli estremisti edili.

Le premesse sono interessanti. Cominciamo dai candidati al ruolo di sindaco, due persone - Beatrice Patrini (andiamo in ordine alfabetico, chiamandoli per nome) e Maurizio De Pedrini- che hanno alle spalle una lunghissima e proficua esperienza nel volontariato, conosciute e apprezzate a Chiavenna, ma non solo.

Ma il sorriso che, in tempi di antipolitica, accompagna questa lettura, è dovuto soprattutto alla presenza, in entrambi gli schieramenti, di due amici che hanno fatto dell’impegno nella nostra associazione una parte importante della propria esperienza comunitaria.

Simona Gadola, segretaria del gruppo, ha accettato la proposta di entrare a fare parte della lista di Maurizio De Pedrini, candidato di “Rinnovamento Chiavenna”. E’ una formazione in continuità con l’esperienza della giunta guidata dal sindaco uscente Gianpaolo Pozzoli. Di fronte alla richiesta di adesione a nostre iniziative, il sindaco ha accolto volentieri il nostro invito, ad esempio in occasione della visita a Chiavenna del primo cittadino di Vocin, l’amico Viktor Andrejevic’. Una presenza più che mai gradita in un momento importante per l’amicizia fra la comunità chiavennasca e quella vocinese. Sul fronte delle iniziative dedicate alle tematiche a noi care - pace, rapporti fra nord e sud del mondo, migranti, etica nei consumi e nella finanza -, però, non mi sembra di ricordare un particolare attivismo da parte di questa giunta. Hanno fatto altro, forse molto altro, in altri campi. E’ una scelta, rispettabile, ma diversa dalle nostre aspettative. Non voglio certo avanzare critiche a priori, ma dobbiamo sottolineare che si può e deve migliorare: sono convinto che la presenza di Simona farà da stimolo in questa direzione (e in tante altre, altrettanto importanti). Abbiamo imparato in questi anni di trasferte balcaniche che la contrapposizione fra le culture, la ricerca di “purezza”, bandiere e maschere identitarie è fonte di disastri: a Simo chiediamo di fare la propria parte per costruire ponti e abbattere pregiudizi.

Nella lista di Beatrice Patrini, candidata di “Chiavenna di tutti” (http://chiavennaditutti.blogspot.com) e attiva volontaria di diverse associazioni anche nell’ambito del movimento ecologista e pacifista, c’è il nostro presidente Mauro Del Grosso, un caro esempio di volontario impegnato su mille fronti: solidarietà internazionale, sport, protezione civile e teatro per  i giovani. Ha accettato di entrare a far parte dell’elenco dei candidati per provare a portare un contributo preciso. Si tratta della volontà di unire un’esperienza amministrativa e un progetto di valorizzazione di una comunità, quella chiavennasca, intesa come comunità europea e del mondo. Un mondo che non si limita all’occidente ma che guarda alla “altra Europa” e al Sud del mondo come fonti di arricchimento per noi e per la nostra comunità.

Gli enti locali, come ci insegnano molte esperienze che abbiamo osservato nei Balcani, possono e devono essere veri e propri motori di iniziative di solidarietà e cooperazione. Nella ex-Jugo, molti comuni italiani hanno imparato ad abitare la globalizzazione (quella che porta le banche lombarde e i succhi di frutta del Lidl a pochi km da Vocin)  in forma attiva, in primo luogo cominciando a prendere coscienza di che cosa significa il concetto di interdipendenza, costruendo legami profondi con territori segnati dai moderni conflitti (armati e non), attivando le proprie risorse di comunità in singoli progetti di solidarietà e di cooperazione. E’ un traguardo alla nostra portata. “L’esperienza - ci ricorda Michele Nardelli di Osservatorio sui Balcani, consigliere comunale a Trento - ci dice che non servono grandi mezzi finanziari, nella relazione di prossimità e di reciprocità quel che serve è la capacità di attivare le risorse del territorio, le esperienze professionali, i saperi, le modalità di autogoverno”.

Buon lavoro, insomma, cari Simo e Mino. E soprattutto “hvala”.

S.

“NON AVERE PAURA”, ANCHE GLI AMICI DI VOCIN CONTRO IL RAZZISMO

Manifesto per una campagna nazionale contro il razzismo, l’indifferenza e la paura dell’altro.
Più di quattro milioni di persone di origine straniera vivono oggi in Italia. Si tratta in gran parte di lavoratrici e lavoratori che contribuiscono al benessere di questo Paese e che lentamente e faticosamente, sono entrati a far parte della nostra comunità. Persone spesso vittime di pregiudizi e usate come capri espiatori specialmente quando aumentano l’insicurezza economica e il disagio sociale.
Chi alimenta il razzismo e la xenofobia attraverso la diffusione di informazioni fuorvianti e campagne di criminalizzazione fa prima di tutto un danno al Paese. L’aumento degli episodi di intolleranza e violenza razzista a cui assistiamo sono sintomi preoccupanti di un corto circuito
che rischia di degenerare e che ci allontana dai riferimenti cardine della nostra civiltà.
Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Ad ogni individuo spettano tutti i diritti e tutte le libertà enunciate nella Costituzione italiana e nella Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, senza distinzione alcuna di nazionalità, colore della pelle, sesso, lingua, religione, opinione politica, origine, condizioni economiche e sociali, nascita o altro.
Sono questi i principi fondamentali che accomunano ogni essere umano e costituiscono la base di ogni moderna democrazia.
Una società che si chiude sempre di più in se stessa, che cede alla paura degli stranieri e delle differenze, è una società meno libera, meno democratica e senza futuro.
Non si possono difendere i nostri diritti senza affermare i diritti di ogni individuo, a cominciare da chi è debole e spesso straniero. Il benessere e la dignità di ognuno di noi sono strettamente legati a quelli di chi ci vive accanto, chiunque esso sia.

La campagna è promossa da: Acli, Alto Commissariato delle Nazioni unite per i rifugiati, Amnesty International, Antigone, Arci, Asgi, Cantieri Sociali, Caritas italiana, Centro Astalli, Cgil, Cir, Cisl, Cnca, Comunità di Sant’Egidio, Csvnet, Emmaus italia, Federazione Chiese evangeliche in Italia, Federazione Rom e Sinti, FioPsd, Gruppo Abele, Libera, Rete G2 - Seconde generazioni, Save the Children, Sei - Ugl, Tavola della pace, Terra del Fuoco, Uil.

Promuovono a livello locale:
ACLI, ARCI, Agenzia per la Pace, Caritas, CGIL, CISL, UIL, Unione migranti.
Aderiscono a livello locale: ANPI, ISSREC, Usciamo dal silenzio,WWF Valtellina e Valchiavenna, RdB-CUB, Pax Christi, Centro Culturale Islamico di Sondrio, ACAT, ARCIdemos, La Centralina, Arcobaleno insieme senza frontiere, La Stiva di Navicella, Anfass, Valle Aperta, Amici di Vocin, Le Argonaute, Quarto di Luna, Amici anziani Delebio, La Centralina, Il Gabbiano, Punto Pace Morbegno, Associazione Solidarietà Terzo Mondo (La Bottega della solidarietà)

25 APRILE: KEKO&FOLKIMIA SUL PALCO DEL SERT DI VERCEIA IN CONCERTO PER GLI AMICI DI VOCIN

Tanti musicisti hanno suonato in questi anni per gli Amici di Vocin. Keko&Folkimia hanno cantato spesso una canzone particolare, Jonny, dedicata a un bambino della ex-Jugoslavia. E’ un brano scritto da Nicola Colli durante la guerra, parla di un bimbo costretto a fare i conti con una realtà triste, ma con tanta voglia di un futuro di pace. Davide Pesca l’ha inserito nel video “Ciao talijani!”. Lo ascolteremo, insieme a tanti altri, nel concerto in programma per sabato 25 aprile al Sert di Verceia, a partire dalle ore 21.30. Eccolo qui…

Il brano Jonny di Keko&Folkimia, dedicato a un bambino della ex-Jugoslavia, dal documentario \”Ciao talijani!\” di Davide Pesca.

Buona Pasqua dagli Amici di Vocin!

Auguri a tutti dai volontari dell’associazione!

TANTE ATTIVITA’ IN VALCHIAVENNA E A VOCIN

Proseguono le attività dell’associazione in Valchiavenna e a Vocin. Si avvia verso la conclusione il percorso “Memoria sconfinante” - dedicato alle scuole medie - promosso insieme agli amici della Filca-Cisl di Bergamo e dell’associazione Macondo.   Il bilancio è sicuramente positivo e presto pubblicheremo un nuovo articolo su questo progetto. Anche se mancano diversi mesi alla partenza, è iniziata la preparazione del Grest 2009 a Vocin e Ceralije che si svolgerà dal 2 al 9 agosto. Eventuali giovani interessati a partecipare come volontari possono contattare l’associazione scrivendo ad amicidivocin@libero.it. Lunedì 23 marzo alle ore 20.45 si terrà la riunione dell’associazione, aperta a soci e simpatizzanti. Si svolgerà a Mese nella sede della Cooperativa Nisida della quale, nei gioni scorsi, siamo diventati soci fruitori. Passando al fronte “vocinsko”, nelle scorse settimane ci sono stati gli incontri a Vocin con i rappresentanti della parrocchia, della scuola dell’infanzia, dell’associazione per i bambini “Malug issue” e del Kud (un gruppo folcloristico) con i quali si stanno promuovendo nuovi progetti e confermando quelli del recente passato. In occasione del viaggio sono stati consegnati gli aiuti (viveri) ad alcune famiglie in difficoltà. A quindici anni dalla fine della guerra le persone che vivono in condizioni di disagio sono sempre meno, ma non va sottovalutato il carovita che in Croazia è sempre più pesante.

LA PROSSIMA TAPPA: A VOCIN PER LA PROGRAMMAZIONE DELLE ATTIVITA’ PER IL 2009

Dal 6 all’8 marzo ci sarà un viaggio a Vocin. Nel corso del
soggiorno ci sarà la programmazione delle attività per il 2009 insieme
ai responsabili della parrocchia di Vocin, alle suore, ai
rappresentanti dell’amministrazione comunale, alla direttrice
dell’asilo e ad altri cittadini. La delegazione valchiavennasca sarà guidata dal presidente Mauro Del Grosso.

NELLE SCUOLE LA “MEMORIA SCONFINANTE”

Parlare di memoria per non dimenticare le tragedie del passato e promuovere una cultura di pace insieme ai giovani della valle. Con questo obiettivo l’associazione Amici di Vocin Valchiavenna Onlus ha iniziato nei giorni scorsi – proprio dopo la ricorrenza del Giorno della memoria e del Giorno del ricordo – un percorso che porterà i volontari del gruppo guidato da Mauro Del Grosso in venti classi delle scuole medie di Chiavenna – alla Bertacchi e alla Garibaldi -, Campodolcino e Gordona. Lo staff dell’associazione è composto da esperti di formazione con una profonda conoscenza delle tematiche legate alla storia del Novecento e alla ex-Jugoslavia, a cominciare dalla guerra e dall’elaborazione del conflitto balcanico.2139167260_f99d270940_b.jpg

Il percorso è incentrato su diversi moduli. Un’attenzione particolare è stata dedicata al confronto fra la Shoah, la strage di Srebrenica e l’assedio di Sarajevo. Per parlare della città della Bosnia orientale si utilizzano dei documentari prodotti dall’Osservatorio sui Balcani e si punta sulla collaborazione con i formatori della Filca-Cisl di Bergamo e dell’Associazione Macondo, oltre che con la Cooperativa Nisida. Quando si discute di Shoah e Sarajevo, gli studenti analizzano brani dei diari di Anna Frank e Zlata Filipovic (Il diario di Zlata), una bimba cresciuta sotto l’assedio. «Il legame fra le due tragedie è evidente – spiega il presidente dell’associazione, Mauro Del Grosso -. Le distruzioni e le atrocità della Seconda Guerra Mondiale sembravano aver segnato un limite invalicabile oltre il quale sarebbe stato impossibile ripetersi. I fatti avvenuti circa cinquant’anni dopo con la disgregazione della Jugoslavia e la successiva guerra hanno vanificato quel limite. Si sono riproposti in Europa orrori che si credevano confinati al passato. In particolare, il genocidio avvenuto a Srebrenica nel luglio del 1995 ha riportato alla mente fantasmi che si credevano sepolti per sempre. Intorno al 9 luglio l’armata serbo bosniaca del generale Ratko Mladic’ attacca la Zona protetta di Srebrenica. L’offensiva si protrae fino all’11 luglio, giorno in cui le unità serbo bosniache entrano in città. Seguono stupri, mutilazioni, esecuzioni di civili (i musulmani uccisi sono stati circa 10.000) e sepolture di vivi. L’assedio di Sarajevo è durato mille giorni, negli anni ‘90 e nel cuore dell’Europa. Crediamo doveroso fare conoscere queste vicende ai nostri ragazzi». [singlepic=1,240,160,,right]

Un altro modulo è incentrato sulla storia della comunità di Vocin e sull’attività dei volontari valchiavennaschi, con la proiezione del breve reportage “Ciao talijani!” realizzato dal volontario Davide Pesca, giovane regista di Delebio. Secondo Del Grosso il bilancio dell’attività è positivo. «Siamo contenti dell’attenzione raccolta nelle scuole. Le vicende della ex-Jugoslavia sono vicine geograficamente e risalgono a pochi anni fa, ma sono purtroppo sconosciute. Dall’analisi di queste storie si possono ricavare insegnamenti preziosi per la nostra società, ad esempio sul piano della convivenza fra persone con origini e culture differenti».

Diamo un’occhiata a…

http://www.nisida.coop

http://www.filca.cisl.it